Addio *ubuntu

aprile 29th, 2012

Lo scorso ottobre raccontai della migrazione a Kubuntu, derivata dal mancato feeling con Unity, la shell adottata da Canonical per il nuovo Gnome 3, divenuta ambiente predefiniti nelle ultime versioni di Ubuntu. Dopo un paio di mesi, non trastullandomi in realtà con plasmoidi e simili, continuando a provare nostalgia per una interfaccia pulita passai a Xubuntu.

In realtà dopo la personalizzazione dei pannelli quasi non si vedeva la differenza con il vecchio Gnome 2 presente nelle precedenti versioni di Ubuntu. Nel frattempo ho acquistato un Galaxy Tab, usando la cui interfaccia mi sono detto che forse ero io a non aver compreso la nuova shell  proposta da Canonical, che forse dovevo continuare ad insistere con Ubuntu e la sua Unity.

Uno ci prova. Poi recentemente mi sono trovato a lavorare per periodi abbastanza lunghi su Windows 7 e ….e quando l’ho trovato più gradevole e usabile dell’accoppiata Ubuntu/Unity ho capito che il vaso era colmo, che così non potevo andare avanti, usando ogni giorno un ambiente che mi dava soddisfazione nulla e con il quale non riuscivo a prendere confidenza.

Potrei continuare ad usare Xubuntu, ed in affetti c’è la 12.04 in download. Il timore è che con questa rincorsa ad ambienti desktop accattivanti (simil Windows) anche Xfce possa subire grosse modifiche.
D’altro canto non si può rimanere fermi sul vecchio. Mi torna sempre in mente l’incapacità di un famigliare, abituato a lavorare su Windws Xp, di adattarsi a Windows 7, che tutto sommato mi sembra gradevole ed usabile. Non è accettabile una simile incapacità. Tuttavia dovendo lavorare con i computer ho necessità di un ambiente friendly, che non mi imponga ora di smanettamenti e letture di paper per potarlo ad essere operativo secondo le mie esigenze.

Così contemporaneamente a Xubuntu 12.04 sono in download la nuova CentOS, con il vecchio Gnome, e le più recenti Fedora ed OpenSuse che invece integrano di default Gnome Shell. In particolare ho letto che c’è grande integrazione tra gli sviluppatori di Gnome e quelli di Fedora il che mi lascia ben sperare.

Gnome Shell è installabile anche su Ubuntu, certo, cosa che avevo già fatto, ma continuava a darmi problemi, lasciandomi l’impressione che l’integrazione non fosse ottimale, così ho deciso che è inutile insistere.

In rete leggo molte critiche su Ubunu/Unity, sembre che siano diversi a quelli a cui non è piaciuto. Tuttavia Canonical non sembra aver preso in considerazioni queste critiche e va dritta con il suo Unity.

Bhè …..tienitelo, addio Ubuntu.

denisfrati.it, Linux | Comments | Trackback

9 Responses to “Addio *ubuntu”

  1. 1Nicola
    aprile 29th, 2012 @ 17:35

    Permettimi di consigliarti Ubuntu Gnome Shell Remix

    http://ubuntu-gs-remix.sourceforge.net/p/home/

    Ubuntu con Gnome 3 integrato alla perfezione.

    Io ho la versione 11.10 e dopo un po’ di attrito iniziale, ora la trovo comodissima, forse anche più di Kubuntu. Bisogna sempre persistere :-D però con Unity dopo un po’ mi sono arreso anche io :-D

  2. 20disse0
    aprile 29th, 2012 @ 19:26

    trovo ancora accettabile xubuntu, la remix che ti ha consigliato Nicola va anche bene, l’ho provata. Se a te non interessa particolarmente la velocità d’esecuzione dei programmi o la pulizia del file system (hai notato quanta “immondizia” viene lasciata in giro nel file system e nel registry di windows, dopo una disinstallazione?), se trovi “comodo” dover cliccare su settecentodiciassette icone e pulsantini pregare che il sistema non si blocchi perché hai due applicazioni aperte… windows è “la scelta giusta”. Altrimenti un buon compromesso è un bellissimo Mac.

  3. 3admin
    aprile 29th, 2012 @ 19:42

    non che io ami Windows, ma certi software per Windows …sfortunatamente non hanno corrispondenti, nemmeno a pagamento, nel mondo open source o in ambiente Linux. Non è questione di scelta, per alcune operazioni o usi quello o .. sprechi il doppio del tempo e determinati risultati non riesci ad ottenerli.
    Per quanto riguarda l’ambiente produttivo ed office, desktop da ufficio, ma anche per il mio uso personale, Linux è sempre andato benissimo. Ma Ubuntu non mi piace più.
    Se i produttori di software forensi investissero in pacchetti per Linux sarei felicissimo di acquistarli, ma sfortunatamente non lo fanno.

  4. 4Nicola
    aprile 29th, 2012 @ 20:35

    Eh! Questo è vero! Però di tool ce ne sono anche per linux…

  5. 5admin
    aprile 29th, 2012 @ 22:06

    vero, Nicola, ce ne sono.
    Vanno benissimo e sono precisi. Validissimi per l’indagine. Il problema deriva dai tempi dell’indagine e da come devi presentare il materiale.
    I tools sono tutti slegati, non riesci a creare una interfaccia report digitale, tipo una pagina web, che linki tutti i file esportati, faccia riferimenti ai loro metadati, ai loro hash.
    Se fai un caso, una consulenza ogni tanto, l’analisi di un singolo pc, tutto bene. Non è la stessa cosa quando ti chiedono l’analisi di 6 pc in 20 giorni.
    Allora un solo tools, che ti permetta di esplorare il file system, interpretare db di mail dei diversi formati, di chat dei diversi client/protocolli, di vedere con un unico viewer i più comuni tipi di file, di effettuare ricerche per stringhe, date, nomi file, di indicizzare i file in base alla tipologia, calcolare gli hash md5 e sha1, di esportare il tutto in un unico report …bhè… fa la differenza eccome.
    Poi non tutto è perfetto e con autopsy, lo sleuth kit ed altro, fai le ricerche, trovi le conferme, fai il parsing degli lnk, del prefetch, dei file di system32/config.
    però il grosso te lo fa un unico tools.
    E quando hai premura perchè i termini sono a breve, perchè segui altri lavori in contemporanea ….fa la differenza.
    Sfortunatamente nessun produttore di software forensi investe in una soluzione come questa su linux.
    Quando DFF era agli esordi, non veniva distribuito gratuitamente, chiesi di provarlo. Mi chiesero 700 euro. Meno male che non li spesi. Poco dopo venne rilasciato 4free. Ed ancora ora ha grosse mancanze rispetto a software forensi che postano poche centinai di euro di più.

    appena ho tempo scriverò due righe in uno specifico post perché vale la pena parlarne.
    Per qual che mi riguarda la scelta tra lavorare su windows o linux non sta nel gratis o meno. Su entrambi i sistemi si usano tools gratis, o ancor meglio open source. Però solo su windows esistono tools commerciali che integrano più funzioni snellendo molto il lavoro. Non risolvono tutto, ma aiutano. Quando li faranno su Linux sarò felicissimo di acquistarli, felicissimo. Ma ancora non ci sono.
    Ne riparliamo in un post ad hoc.

  6. 60disse0
    aprile 30th, 2012 @ 07:17

    in effetti non avevo capito che ti riferissi agli strumenti specifici per il tuo lavoro e poi ho il pregiudizio “professionale”, nel senso che per quello che ci faccio io (facevo) con i computer è senz’altro migliore una shello *nix che non Windows. Sono d’accordo con te, anche io ho registrato la stessa disomogeneità e una specie di “sparpagliamento” delle funzionalità in molti strumenti anche a pagamento, per il settore della Computer Forensics. Ma non credo che la disattenzione verso Linux sia involontaria. Forse è più difficile inserie backdoor nei software il cui codice sorgente viene rilasciato apertamente?

  7. 7Paolo
    aprile 30th, 2012 @ 15:49

    Io uso da sempre ambienti di derivazione redhat e quindi sui desktop installo fedora da diversi anni. Con l’arrivo di Gnome Shell ho attraversato una crisi simile alla tua però ne sono uscito con la versione KDE di Fedora. La uso ormai da diversi mesi e sinceramente penso che l’ambiente KDE non abbia rivali…almeno per il momento. Le idee dietro Gnome Shell sono buone ma è un progetto estremamente immaturo.
    Complimenti per il tuo weblog :-)

  8. 8Lazza
    aprile 30th, 2012 @ 21:22

    sembre che siano diversi a quelli a cui non è piaciuto. Tuttavia Canonical non sembra aver preso in considerazioni queste critiche e va dritta con il suo Unity.

    Pochi (in percentuale)… e gli stessi per cui Windows 7 è “difficile” e utilizzano esclusivamente XP. Se critichiamo un comportamento di eccessiva chiusura mentale andrebbe fatto da entrambi i lati, no? :P Poi onestamente non vedo proprio il problema. Per nostra fortuna esiste al mondo ancora del software che permette di scegliere, e si chiama FLOSS. Ci sono un sacco di ambienti e ognuno si sceglie il migliore per le proprie esigenze. :) Ci sono molti altri punti su cui ci si dovrebbe soffermare per scegliere una distro, e magari su quelli un informatico forense (o professionista simile) potrebbe decidere di non usare Ubuntu. Interessante comunque notare che sia DEFT che CAINE sono basate su tale distribuzione.
    Volevo però rispondere a 0disse0:

    Forse è più difficile inserie backdoor nei software il cui codice sorgente viene rilasciato apertamente?

    Assolutamente no. Anzi, la security through obscurity è una pratica che si è già dimostrata assai debole:

    Security through obscurity has never achieved engineering acceptance as an approach to securing a system, as it contradicts the principle of “keeping it simple”. The United States National Institute of Standards and Technology (NIST) specifically recommends against security through obscurity in more than one document. Quoting from one, “System security should not depend on the secrecy of the implementation or its components.”

  9. 9admin
    aprile 30th, 2012 @ 22:18

    Se critichiamo un comportamento di eccessiva chiusura mentale andrebbe fatto da entrambi i lati, no?

    infatti ho provato ad usare Unity, a farmelo piacere, proprio perché la non adattabilità non mi piace. Così se ne ho necessità ..posso usare Ubuntu con Unity, ma se posso scegliere preferisco altro perché non mi piace.

    Poi onestamente non vedo proprio il problema

    infatti il problema non esiste, solo che cambiare dopo sei anni è comunque un qualcosa di sostanziale.

    Ci sono un sacco di ambienti e ognuno si sceglie il migliore per le proprie esigenze.

    guarda ….un conto è l’uso che fai sul tuo pc, sul quale lavori come singolo, allora poi metterti flux box, che per altro mi è sempre piaciuto sin da Iritaly, puoi configurarti il menù e le caratteristiche del desktop con l’editor di testo.
    Ma se pensi di lavorare con più pc, magari anche per dei collaboratori, allora voglio un sistema buono, sicuro, che posso configurare velocemente, tutt’al più avere lo script che mi installa i pacchetti necessari, ma non accetto di dover lavorare troppe ore per avere un ambiente che mi renda operativo.
    Il fatto che molte distro siano basate su Ubuntu è a mio avviso da imputarsi al supporto della comunità, molto ampio ed al numero di pacchetti disponibili.
    D’altro canto ho sentito molti puristi lamentarti per tale scelta, definiscono Ubuntu una distro “sporca”.

    Ma non credo che la disattenzione verso Linux sia involontaria. Forse è più difficile inserie backdoor nei software il cui codice sorgente viene rilasciato apertamente?

    francamente non vede perché ci ostini a pensare che su GNU/Linux debba girare solo codice aperto.
    Se un azienda produce e vende un software per Linux, già precompilato, con sorgenti non accessibili, che fa le stesse cose di quello su Windows ..bhè probabilmente lo compro, perché mi piace lavorare in tale ambiente e non sono così fanatico da volere sempre ed a tutti i costi codice sorgente.
    Il motivo per il quale non si sviluppa su applicazioni commerciali per ambiente linux non è da imputarsi al pensiero di 0disse0, ma va ricercato altrove.

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